| Vaccinazione
per il virus papilloma nella prevenzione del tumore
della cervice uterina: Affare o reale prevenzione
? L'assenza di una corretta informazione per la
libera scelta del paziente |
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"L'Italia sarà il primo Paese europeo
a vaccinare gratuitamente le giovani donne per il
Papilloma virus, "causa del tumore al collo dell'utero"
(noto come HPV nel gergo medico): è quanto
ha annunciato il ministro della Salute, Livia Turco,
la settimana scorsa dopo la delibera in tal senso
assunta dal Consiglio di amministrazione dell'Aifa,
l'agenzia nazionale del farmaco, sul vaccino per la
prevenzione dell'HPV" (tratto da www.repubblica.it).
Nel 2008 per tale motivo è stato dato grande
spazio da parte del ministero della salute e dalla
stampa di settore a questa vaccinazione.
Tuttavia la sperimentazione clinica ha evidenziato
alcune problematiche in particolare per il vaccino
Gardasil.
La vaccinazione con il suddetto vaccino in presenza
di contemporanea o precedenti altre vaccinazioni (in
particolare con il vaccino meningococcico) ha determinato
un incidenza non trascurabile di sindrome di Guillain-
Barrè (la sindrome di Guillain-Barré
è una radicolo-polinevrite acuta che si manifesta
con paralisi progressiva agli arti (di solito prima
le gambe e poi le braccia). Nelle forme iperacute
si arriva a una paralisi totale in 24 ore).
Il centro nazionale per il controllo dei vaccini degli
Stati Uniti d'America riferisce oltre 2200 effetti
indesiderati a seguito della vaccinazione con Gardasil,
di questi 13 erano sindrome di Guillain Barrè.
Inoltre recentemente la Food and Drug Administration
americana ha posposto l'autorizzazione all'utilizzo
della vaccinazione con Gardasil per le donne di età
compresa tra 27 e 45 anni.
Sarebbe, quindi, stata utile una opportuna campagna
di informazione che sottolineasse non solo i vantaggi
ma, anche, possibili effetti collaterali di questa
vaccinazione prima di iniziare una campagna di vaccinazione
sul larga scala.
La fretta, in alcuni casi, può essere cattiva
consigliera.