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(Luglio/2008)
Ancora nulla di fatto per il controllo dei farmaci venduti in Internet


Il business dei farmaci venduti on-line è di circa € 45 miliardi all'anno.
Sono soprattutto società cinesi, indiane, russe e ucraine a detenere il controllo del mercato dei farmaci in Internet. Abbiamo più volte evidenziato come la vendita in Internet di prodotti farmaceutici e di sostanze quali integratori alimentari costituiscano un grave problema per la salute pubblica. Infatti non soltanto non sono controllati in alcun modo i farmaci venduti ma possono, ovviamente, generare patologie per un'errata indicazione o per un'errata composizione del farmaco stesso.
La Aifa non ha messo in atto comportamenti che possono garantire la qualità dei prodotti venduti. Vogliamo ancora una volta ricordare come non sia scritto sulla confezione del farmaco il paese nel quale il farmaco è stato prodotto.
La malattia detta della mucca pazza ha comportato la tracciabilità delle carni vendute. Vi è nei supermercati la tracciabilità della maggior parte dei prodotti venduti, appare singolare come non vi sia la tracciabilità dei prodotti farmaceutici. Quali interessi sono alla base di questa mancanza?

A puro titolo di informativa e senza alcuna nota sulla loro attività, citiamo alcuni nomi di farmaci venduti in Internet e le case distributrici:

  • Viagra: Pfizer
  • Cialis: Lilly Icos
  • Levitra: Bayer
  • Acomplia: Sanofi Aventis
  • Xenical: Roche
  • Reductil: Abbott
  • Champix: Pfizer
  • Propecia: Merck
  • Tamiflu: Roche

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