L'Europa chiede più
generici. Alla base della decisione c'è
il fatto che, allo stato attuale, pochi medicinali
innovativi stanno facendo il loro ingresso nel
mercato e, parallelamente, l'offerta di farmaci
generici appare rallentata. La colpa potrebbe
essere di comportamenti scorretti da parte delle
case farmaceutiche, l'abuso di posizione dominante
attraverso accordi segreti, i cosiddetti cartelli,
che di fatto limiterebbero la competitività
del settore infrangendo gli articolo 81 e 82
del Trattato europeo in materia. Le indagini
termineranno nell'autunno del 2008 e le conclusioni
definitive saranno rese note nella primavera
del 2009, dopodiché la Commissione deciderà
se e quali provvedimenti prendere.
Il palcoscenico italiano offre, peraltro, caratteristiche
peculiari visto che l'investimento nella ricerca
farmacologica è molto ridotto ed il mercato
è caratterizzato dalla presenza di stesse
molecole con molteplici nomi di vendita.
Per citare alcuni esempi:
Nifedipina: ADALAT - BAYER; CITILAT
- C.T. LABORATORIO FARMACEUTICO; EUXAT - PH
& T S.p.A.; FENIDINA - BONISCONTRO E GAZZONE.
Enalapril: CONVERTEN - ISTITUTO GENTILI
S.p.A.; ENAPREN - MERCK SHARP & DOHME S.p.A;
NAPRILENE - SIGMA TAU S.p.A.
Infatti, aziende diverse comprono il brevetto
di una stessa molecola che viene poi commercializzata
con nomi diversi.
Sorge spontanea l'osservazione che da questa
anomalia, tipicamente italiana, nasce la necessità
da parte delle aziende di favorire la prescrizione
da parte dei medici con azione di marketing
costose che inevitabilmente si ripercuotono
sul costo finale a carico del SSN e del paziente.
Inoltre, come dimostrato dalle indagini della
magistratura, spesso si verificano comportamenti
fraudolenti.
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